JMeter e il load testing che vorrei

Questo è un rant. Ve lo dico subito, così potete non leggerlo.

In questo post voglio lamentarmi di JMeter, non perché sia un cattivo strumento di load testing, anzi, è sicuramente il migliore del panorama open. Il problema è che non è abbastanza.

La complessità delle web application moderne è tale che i test di carico basati su banali sequenze di URL richiamate in serie non garantisce affatto un risultato credibile.

Un tool moderno dovrebbe essere in grado di generare “modelli di comportamento degli utenti”, in modo da poter testare carichi reali delle web app, sia partendo da una singola navigazione (con analisi dei possibili comportamenti applicabili in una pagina), sia estrapolando i modelli da log già esistenti di utilizzo. Inoltre, dovrebbe permettere di emulare automaticamente i comportamenti del browser riguardo al caricamento di immagini, css, js, etc. Ad esempio:

  • l’utente effettua il login alla webmail (load della pagina di login e tutti gli elementi correlati, chiamata POST per il login, caricamento dell’interfaccia della webmail e relativi elementi correlati)
  • l’utente controlla la inbox e clicca su uno dei messaggi (chiamata GET o AJAX per spostarsi alla visualizzazione del singolo messaggio)
  • l’utente risponde al messaggio (ancora, chiamata GET o AJAX per caricare l’interfaccia di composizione del messaggio; all’interno di tale interfaccia potrebbero essere presenti altre chiamate al server, ad esempio per l’auto-completion nel campo degli indirizzi)
  • l’utente invia il messaggio di risposta, viene ricaricata la inbox (chiamata POST o AJAX che implica anche un test di carico per il server di posta, chiamata GET o AJAX per ricaricare la inbox)
  • l’utente effettua il logout (chiamata GET o AJAX, caricamento della pagina di saluto)

Il tool, sostanzialmente, dovrebbe essere in grado di ricostruire le interfacce tra i vari elementi della web app e permettere di costruire i modelli di comportamento senza tener conto dell’implementazione spicciola, ma lavorando su concetti più ad alto livello.

Poi, per replicare un carico reale della piattaforma, si potrebbero creare diversi gruppi a cui applicare diversi comportamenti (ma questo si può già fare con JMeter).

Con una base del genere, poi si potrebbe iniziare a sperimentare sul serio, per misurare le prestazioni del sistema in casi che ancora non si sono verificati (es. pubblicazione in homepage di qualche grosso portale ed “effetto slashdot”, pubblicazione di una news “virale” o vero e proprio attacco virale (facebook worms) alla piattaforma per cui la condivisione tra utenti cresce esponenzialmente, etc).

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