Install Skype on Fedora 15 x86_64

Since Skype (now Microsoft!) fails miserably to offer a 64bit package for Fedora, you’ll have to install i686 libs to accomodate for the crippled official package.

Here you go:

$ su -c 'yum install glibc.i686 alsa-lib.i686 \ 
libXv.i686 libXScrnSaver.i686 qt.i686 qt-x11.i686'
$ su -c 'rpm -Uvh skype*.rpm'

This will install a lot of 32bit stuff, but so it happens with closed software. It sucks.

Can’t bear with Gnome 3

I finally installed Fedora 15, as anticipated.

And with Fedora 15 comes Gnome 3. I tried using it. But my patience was quite short: they changed a lot of interaction in subtle ways, so the gap with the previous version is not only based on the new graphical aspect, but also on different behavior.

Gnome 3 managed to get me on KDE 4. Problem is: while Gnome 3 is blazing fast, KDE 4 is slow. In the past I tried it on my netbook and I tought it was slow due to hardware shortcomings, but now I’m using it on my 3-core Phenom 2.3GHz with 8Gb RAM and Radeon HD4890 video card (open source drivers).

It’s… slow. Painfully slow. Switching desktop it’s so slow I checked if it was doing that in software, but desktop effects are active.

But despite Gnome 3 technical superiority, all the glitches at the moment are more important to me than the speed. Maybe I’ll try something more exotic, like Openbox + AWN (like AriOS), but for the moment I’ll stick with KDE.

I’ll give Gnome another chance in a few months…

Prendere solo un numero da una riga

L’altra sera il mio capo mi ha chiesto un pizzico di kung-fu per estrarre solo il numero da un output di questo genere:

label:        18.1 Mb
second label:        100.00 %

Inizialmente, ho suggerito di usare awk:

$ cat file | awk {'print $2'}
18.1
label:

Il problema è che le label potevano contenere spazi (seconda riga). Usare cut era fuori discussione, perché forniva anche gli spazi come output.

Allora ho girato la questione: ci interessano solo i numeri, leviamo tutto il resto!

$ cat file | sed -e 's#[^0-9.]##g'
18.1
100.00

La regular expression dice: tutto ciò che non è un numero o un punto, cancellalo.
Elegante ed efficace.

Vedere il contenuto di una directory senza ls

Qualche tempo fa, su IRC, uno se ne uscì con qualcosa tipo: “sono su un sistema dd-wrt e chi lo ha personalizzato ha esagerato un po’, non c’è nemmeno ls!”

Non so chi sia l’autore del delirio paranoide: sul sistema non c’erano né ls, né find, ma in realtà per elencare il contenuto di una directory basta usare la shell!

# echo *
app_plugins code licenses README.txt sketch_sheets templates

Non è certo il massimo dell’usabilità, ma funziona!

Repository aggiuntivi per CentOS e Scientific Linux

Dato che se non me li segno in un posto fisso, poi me li perdo, mi segno qui i repo aggiuntivi più importanti per CentOS e Scientific Linux:

  • RPM Fusion: pacchetti generici, più che altro orientati al desktop (es. codec, mplayer, vlc)
  • EPEL: pacchetti enterprise (es. bacula)
  • ELRepo: kernel e moduli (compreso il mainline stabile)

E se il problema non fosse solo dalla parte di chi produce informazione?

Negli ultimi giorni, un paio di progetti hanno attirato la mia attenzione.

Il primo è della Mozilla Foundation e riguarda alcune cose su cui sto riflettendo da un po’ (mesi), si tratta del progetto Drumbeat, nato per migliorare la creazione e la fruizione delle notizie, in collaborazione con importanti testate (The Guardian, BBC, Al Jazeera).

Il secondo è, invece, del creatore del sito icanhazcheezburger.com, famoso per le serie di LOLcats. Il progetto si chiama Moby Dick e si pone come obiettivo quello di stimolare la discussione su come vengono prodotte e mostrate le news. Ci sono degli schizzi interessanti di un’idea di layout.

A questo punto, però, mi domando: non è che per caso il problema non sia solo dal lato dei produttori di notizie, ma anche da quello dei consumatori?

Ritengo fondamentale, oggi più che mai, la nozione dell’impossibilità di fidarsi al 100% di qualsiasi fonte. Eppure, in un’epoca di virtuale sempre più imperante, è facilissimo vedere che le notizie vengono lette, credute e sbandierate senza neanche una basilare verifica dei fatti. Questo è pericolosissimo per chiunque, basta pensare a come possono reagire le folle (e i mercati) a voci incontrollate diffuse dai grandi media (che sempre più spesso le riprendono, da Internet, senza alcuna verifica).

Forse è importante, prima di modificare l’architettura dell’informazione, creare dei fruitori di informazione consapevoli dei limiti e dei pericoli dell’informazione creata da sconosciuti su Internet.

Questo strumento ha enormi potenzialità, ma come tutti gli strumenti potenti, necessita di una grande consapevolezza per essere usato a dovere.

Togliere la barra degli indirizzi dal browser è una mossa saggia?

Ars Technica dice che in Chrome 13 è disponibile un’opzione per nascondere la barra degli indirizzi e che è uscita un’estensione per Firefox per fare la stessa cosa.

A me sembra stupido e pericoloso: la barra degli indirizzi è fondamentale per controllare su che sito siamo effettivamente, magari verificando lo stato della connessione https. Toglierla significa non disporre a colpo d’occhio di notizie importanti per la sicurezza della navigazione, non mi sembra affatto una buona idea.