How Gnome 3 will destroy/improve my productivity

I tested Fedora 15 beta with Gnome 3. The experience is quite good compared with the alpha, it looks more stable and polished.

But still, I feel that Gnome 3 lacks some major things I really want on my desktop.

My actual desktop on Gnome 2 looks like this:

The things I miss the most are:

  • No quickstart (1 click quickstart): on Gnome 2 I have several app icons on my upper panel. Want to call ’em my “favourites”? Ok. Anyway, I just click the icon to start the app. 1-click.
    In Gnome 3, instead, I should go to the upper-left corner (or press the Linux Key)(aka the Rebranded Windows Key) to activate the Activities overview, then move to the favourite list and click the one I want to start.
    So we moved from a 1-click interaction to a 2-click (or key + click) one.
  • No quick access to the filesystem: I’m used to access my home folders via the Resources menu. In Gnome 2 this is a 2-click interaction: want a document? Click Resources / Documents.
    In Gnome 3, instead, you should head again for the upper left corner (or use the Linux Key), then open the file manager and then click the folder you wanted. Otherwise, you could write some letters (eg. “docu”) in the Activity Overview to bring up the local search, then click the Document folder.
    Interaction has gone from 2 to 3+ clicks.
    Admittedly, this could actually be powerful in next versions, when the local search will bring up also relevant files, but at the moment it’s just a waste of my precious time.
  • No system monitoring whatsoever: in Gnome 2 I keep several system monitors (temperature, activity) on my upper panel. This is not possible in Gnome 3 (at least for now).
  • No theming support: this is so OSX-ish. I hate it.

There are also some minor “annoyances”:

  • No meteo in the date/time panel.
  • No fast desktop switching (but alt-tab shows apps from all the workspaces, so you can just use that)
  • Notifications are somewhat hidden, but maybe it’s just a thing I’ll grow accustomed to.
  • Window title bar is bigger than I like and wastes precious vertical space, in particular on my netbook

… and some “features” that I don’t really like at all:

  • Window/Application list in the top panel: in Gnome 2 I usually delete my bottom panel since I don’t ever, ever look at the Window/Application list. If I want to switch application or check for other windows I’d just alt-tab.

But there are also good parts:

  • Gnome shell is fast. Even on my old Aspire One it’s quite responsive and nimble. And it’s a lot faster and lighter than Unity.
  • Default theme is slick. This is a good thing, since it’s the only theme you have.

For more informations, you can check the Fedora guide to changes for desktop use, the Gnome Shell Tour and the Gnome Shell Cheatsheet.

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Finalmente un bel post sul design d’interfaccia

Forse è un po’ breve, ma mi trovo profondamente d’accordo con questo post sul design d’interfaccia. Per chi non vuole cliccare, brevemente:

  1. Bisogna progettare l’interfaccia per l’utente (e quindi bisogna sempre avere chiaro che tipologie di utenti la useranno)
  2. Se non si ha un designer nel team, è importante sapersi mettere nei panni dell’utente (e non è per niente facile)
  3. Bisogna sempre tenere a mente quali sono gli obiettivi dell’utente e quali task deve compiere per raggiungerli: in ogni schermata vanno messi solo gli elementi necessari a quel task

Purtroppo un sacco di software Open Source ha interfacce orribili, pensate e realizzate da persone del tutto inadatte all’UX Design. Magari un giorno avrò tempo di ridisegnarne qualcuna…

Why RAW is your "digital negative"

I had this post in mind for quite a long time now. RAW files are currently viewed as “your digital negative”. Let’s see how you can “develop” your RAW files to get many different results from a single shot.

Tools I use for my photography elaboration with Linux are:

Other tools I don’t use daily, but I should take a look at:

Now, to the images!

Original shot

This is the original shot, as converted by Canon algorithms (RAW embedded preview)

UFraw development

UFraw mostly “auto” settings

UFraw “my” settings

UFraw with more “washed out” (less saturated, light color cooler) look

Luminance HDR (aka QTpfsGUI)

These are “HDR from single file” exports from QTpfsGUI 1.9.3 (project is now named Luminance HDR).

Reinhard ’02, key 0.18, phi 1, pregamma 1

Reinhard ’05, brightness 4, chromatic adaptation 1, light adaptation 0, pregamma 1

Mantiuk, contrast mapping 0.1, saturation factor 0.8, detail factor 1, pregamma 1

Mantiuk, contrast mapping 0.1, saturation factor 0.8, detail factor 1, pregamma 1.7

Fattal, alpha 0.1, beta 0.8, saturation 1, noise redux 0.582, pregamma 1

Fattal, alpha 0.1, beta 0.814, saturation 1, noise redux 0.682, pregamma 1.2

Fattal, alpha 0.1, beta 0.814, saturation 1, noise redux 0.682, pregamma 1.4

Fattal, alpha 0.102, beta 0.932, saturation 1, noise redux 1, pregamma 1.6

Digital has almost the same options than analog, just give it a try!

CentOS e il miglior modo di perdere utenti

Abbiamo deciso di allegare CentOS 5.6 a Linux&C.

Si partiva male: sul sito, nessun annuncio; nella mailing list “announce”, nessun annuncio. Tutte le informazioni provenivano da un account Twitter chiamato @centos, ma in realtà legato ad uno specifico sviluppatore (Karanbir Singh).

Abbiamo scaricato il torrent con le ISO, fatto le modifiche del caso (smontato e ricreato la seconda ISO per aggiungere altri contenuti) preparato i master che verranno poi prodotti su scala industriale. Masterizzati e spediti i master, esce un altro tweet che dice che CentOS non è stata ufficialmente rilasciata e che il team sta modificando la ISO e syncando di nuovo tutti i mirror.

Questa è un’operazione che io non farei neanche per una ISO per uso personale e loro lo fanno per un progetto che si chiama Community ENTerprise OS. S’è aspettato quasi 3 mesi, si aspettava anche un’altra settimana: ma quando metti fuori la ISO, dev’essere quella e basta. Non puoi ripensarci dopo qualche ora.

Sono andato a cercare altre informazioni sulle mailing list: la ml announce è tristemente vuota, mentre in quella di discussione generica impazzano i flame sui ritardi sia della 5.6 che della 6.0.

Lì ho visto le risposte degli sviluppatori ad utenti che chiedevano (ok, probabilmente per la millesima volta) quantomeno una tempistica per l’uscita della 6.0: “Se non ti piace CentOS, puoi anche cambiare distribuzione” e così via.

Vengono trattati male anche (e soprattutto) quelli che, in buona fede, offrono il loro tempo ed il loro hardware per dare una mano nel processo di ricompilazione, che è assurdamente complicato perché punta ad ottenere binari identici a quelli di RHEL, dovendo di fatto fare reverse engineering dell’ambiente di compilazione di ogni pacchetto.

Personalmente sto usando Scientific Linux 6 per prepararmi per la certificazione su RHEL e non credo che installerò più una CentOS, se non costretto da motivi di supporto specifici. SL non punta ad avere binari identici a quelli originali: in questo modo, il processo di sviluppo è molto più rapido. Inoltre, gli sviluppatori rispondono educatamente agli utenti ed ai membri della comunità. Una differenza non da poco.

E’ uscito Gnome 3

… ed è successo esattamente quanto vaticinavo qualche settimana fa: gente che consiglia di passare a KDE, altra gente che suggerisce di attivare la modalità di fallback che assomiglia a Gnome 2. Molti scontenti, qualche contento. Si parla più attentamente di cosa faranno distro come Mint che in base alle sue scelte potrà beneficiare enormemente dal passaggio di Ubuntu a Unity e di Fedora a Gnome 3, scippando utenti ad entrambe.

Se sapessi programmare in C++, io prenderei i sorgenti di KDE e toglierei l’80% dei menu e dei pulsanti per farne un desktop serio (pulito, minimalista). Per vostra fortuna, non è così.

Canonical chiuderà il servizio ShipIt

Premetto che non ho mai approfittato del servizio ShipIt di Canonical, che permetteva di farsi mandare a casa un po’ di CD di Ubuntu per uso personale o da distribuire agli amici e parenti più cari. In effetti, non ne ho mai visto il senso: ho una connessione veloce, scarico le ISO appena escono e le masterizzo su un DVD-RW o le metto direttamente su chiavetta USB. Una volta installato il sistema, a cosa cavolo dovrebbe servirmi il CD d’installazione?

Ho smesso di fare la collezione dei CD delle varie distro un po’ di anni fa, accorgendomi dell’inutilità (anche se ho ancora quello di Mandrake 5.3 per motivi sentimentali, la mia prima distro!).

Detto questo, Canonical sta chiudendo il servizio e in alternativa offrirà la possibilità di provare la distro tramite una comoda virtual machine, nel fantomatico cloud.

Sicuramente fa parte della strategia di Canonical, che sta cercando di farsi passare come partner ideale per la creazione di cloud privati (l’opzione Ubuntu Enterprise Cloud è presente nella versione server da più di due anni), però qui fallisce miseramente, a mio modestissimo avviso. Provare la distro sul tuo hardware con un LiveCD è ben diverso da provarla su una macchina virtuale, magari via VNC, con effetti grafici disabilitati, etc.

Pessima mossa.