Fedora 15 Alpha con Gnome 3

Oggi ho partecipato alla seconda giornata di testing di Gnome 3. L’ISO di test è uscita in ritardo, quindi non sono riuscito a completare tutti i test, ma comunque il team di Fedora prende molto sul serio il termine “alpha”: il software è ancora molto instabile e presenta parecchi bug.

Della checklist presente sul sito sono riuscito a testare solo i common shortcuts (ok), la data (fail, nel pannello in cima mi rimaneva una data diversa da quella di sistema), il keyring (fail, non salvava la passphrase WPA), il volume (ok per le funzioni del volume, ma totem è crashato e mentre installavo i pacchetti per debuggarlo è crashato tutto il sistema, probabilmente un problema di OOM killer).

Per come la vedo io, dato il passaggio di Fedora a Gnome 3 (uscita prevista a Maggio) e di Ubuntu a Unity (fine aprile), nei prossimi mesi prevedo ancora più utenti per Mint (che userà un’interfaccia stile Gnome 2, anche se basata sulle librerie della 3), che comunque ha già superato anche Fedora nella classifica di Distrowatch. In alternativa, alcuni utenti si potrebbero spostare su KDE (e quindi OpenSUSE, di cui è appena uscita la 11.4).

Vedremo, per il momento mi sento di puntare più su Mint.

Gnome 3, di suo, è abbastanza interessante. L’ambiente è totalmente accelerato 3D (c’è un fallback per le schede che non lo supportano) e l’aspetto grafico è ancora più minimalista di quello visto fino ad oggi. Tra l’altro, per default non esistono i tasti di riduzione a icona e massimizzazione della finestra. Per massimizzare si può trascinare la finestra in alto e verrà allargata a tutto schermo o, meglio, “a tutto workspace”. I virtual desktop, infatti, ora si chiamano “workspace” e su questo concetto vogliono basare l’usabilità della piattaforma. A me non dispiace, dato che sono abituato ad usare un desktop per ogni applicazione (o giù di lì), ma immagino che parecchia gente si possa trovare spaesata.

Altra cosa poco bella è che per default chiudendo il monitor del portatile viene attivata la sospensione e non c’è modo di cambiare questa impostazione dall’interfaccia grafica, solo tramite gconf (che ora ha cambiato nome e si chiama gsettings). Non esattamente l’ideale per i newbie.

Il nuovo design di Nautilus è molto pulito e lineare, piacerà un sacco a chi viene da OS X (già, ma chi viene da OS X?).

Nelle prossime settimane vedrò di rimetterci le mani!

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