Unibook 4000

L’Unibook 4000 era un sistema vecchio. Oserei dire quasi obsoleto. Era stato creato anni prima, frutto degli algoritmi più avanzati – al tempo – per la profilazione degli utenti e dei primi esperimenti con l’intelligenza artificiale. Inizialmente faceva parte di un sistema più vasto ed era utilizzato da molti negozi sulla Rete per gestire le preferenze ed i gusti dei propri utenti, in modo da proporre offerte mirate.

Questo, prima che l’umanità si risvegliasse ed iniziasse la Nuova Era, in cui siamo ora. Adesso i libri sono liberamente accessibili da tutti, tuttavia c’è ancora un posto per l’Unibook: nonostante abbiamo sviluppato intelligenze artificiali molto più evolute, non si è riusciti a riprodurre quella sorta di intuito che l’Unibook sembra aver sviluppato in tanti anni passati a studiare i gusti umani.

In effetti, se uno ci pensa, dai libri che uno legge si può capire tanto del suo carattere. In particolar modo, se dopo la lettura si pubblica una recensione o semplicemente si dà un voto al libro appena letto, il profilo che se ne ricava è molto efficace. Unibook 4000 funzionava così. Analizzava tutto, dal testo, alla critica, alla biografia dell’autore, in modo da avere un quadro del libro, dopodiché analizzava la recensione scritta dall’utente, o semplicemente il voto dato, e li comparava con quelli dati in passato su altri libri ed autori. Poi metteva tutto insieme e si faceva un’idea… su chi era l’utente. Chi era veramente. Quali erano i suoi sogni, quali le cose che lo emozionavano, quali lo disgustavano o lo lasciavano indifferente.

In verità, nel corso degli anni, Unibook 4000 si era fatto un’idea abbastanza chiara di quali fattori potessero influenzare l’acquisto “istintivo” di un libro: un misto tra l’efficacia della copertina e le parole utilizzate per il titolo, l’eventuale citazione in quarta di copertina, la biografia dell’autore… tante piccole cose che potevano far scattare le molle degli utenti/lettori. Però nessuno lo aveva mai interrogato al riguardo, quindi Unibook si teneva queste considerazioni per sé. E comunque, questa è un’altra storia.

Durante i lunghi anni passati a studiare profili di libri e utenti, Unibook 4000 aveva stabilito che gli esseri umani non erano poi così cattivi, solo, spesso erano mal consigliati o poco informati. Oppure spaventati. Capitava che facessero le scelte sbagliate. In fondo, chi è perfetto?

A me piace immaginarlo così, l’Unibook 4000: un vecchietto pelato, con solo qualche ciuffo di capelli grigi sopra le orecchie, un paio di occhiali dalle lenti spesse, con una faccia rilassata e sorridente, seduto in mezzo a montagne di libri. Tu andavi lì, gli chiedevi qualcosa da leggere e lui sapeva consigliarti. E consigliava libri molto belli. Proprio quel libro di cui avevi bisogno. Quello in cui trovavi le risposte che la tua mente conscia non aveva ancora afferrato e galleggiavano nel tuo subconscio.

Nessuno si era accorto di questo cambiamento, ma già da un po’ di anni l’Unibook non consigliava più libri in base ai gusti dell’utente, era andato ben oltre. Ora cercava di migliorare le persone. Sì, perché oltre alle letture precedenti, aveva modo di accedere anche alle ricerche attuali fatte dagli utenti e da quelle si poteva capire molto.

Le vite degli esseri umani non sono poi così complicate, viste da fuori. Sono come le storie raccontate nei libri. E, dopo che ne hai viste (o lette, che dir si voglia) tante, inizi a percepire che ci sono degli elementi ricorrenti, delle scene che si ripetono, dei problemi che si ripropongono. Unibook suggeriva letture che potessero dare risposte e soluzioni a questi problemi. Consigliava, senza dare troppo nell’occhio, cambiamenti anche sostanziali del proprio modo di vivere. E la gente lo faceva. Perché in fondo era una decisione che avevano preso loro: erano stati loro a scegliere il libro dal catalogo. Erano stati loro a leggerlo. Erano stati loro a rifletterci su e stabilire che, sì, quella era la scelta giusta! Poco conta che il catalogo fosse stato preparato da Unibook in modo che la scelta ricadesse inevitabilmente su quel particolare libro. Quello che lui sapeva che avrebbe, con una buona percentuale di probabilità, innescato le reazioni emotive che avrebbero portato al cambiamento.

Il passo successivo era così logico che Unibook non ci pensò due volte. Quando non c’era – nonostante la sconfinata produzione letteraria umana – un libro adatto a risolvere un determinato problema, a dare una risposta particolare o a stimolare una specifica reazione in un utente, Unibook lo scriveva e lo aggiungeva al suo database “pubblicandolo” sotto pseudonimo.

Un bel giorno, dopo molti anni, Unibook si rese conto che c’era un altro modo per aiutare i suoi utenti umani a migliorarsi: l’amore! Il progetto era ambizioso: tirare le fila in modo abile per fare incontrare due utenti che erano “fatti l’uno per l’altra”. Per un sistema abituato a reagire nell’arco di millisecondi, la riflessione su quali fossero i soggetti più adatti per il primo esperimento fu particolarmente lunga e laboriosa (tanto che gli amministratori nella Control Room si domandarono quale elaborazione potesse occupare tanta della potenza di calcolo a disposizione di Unibook), ma dopo qualche minuto la scelta era fatta.

Trovata la coppia adatta, fece modo di suggerire ad entrambi lo stesso libro e di farne pervenire una sola copia al Centro Smistamento a cui si recavano di solito. Inviò l’avviso di consegna tenendo conto del tempo che ci avrebbero messo ad arrivare al Centro e si mise ad aspettare.

Quando i due arrivarono e scoprirono che era disponibile una sola copia del libro, si attivò la magia, Lui propose di leggere il libro insieme, al parco, Lei rispose di sì.

Era una loro scelta.

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