La cura per il cancro

Leonard McCoy era un uomo timido e riservato, mingherlino, poco appariscente. Aveva una faccia scialba, di quelle che ti immagini appiccicate ad un burocrate di quart’ordine. In effetti, avresti potuto scambiarlo per un burocrate, se non fosse stato per il fatto che girava sempre mal vestito e trascurato, cosa che un vero burocrate non farebbe mai.

Ma il Dottor McCoy aveva altro per la testa: aveva lavorato per anni ad una cura per il cancro e, finalmente, gli esperimenti confermavano le sue teorie.

Quando ebbe la conferma definitiva, il Dottor McCoy distrusse scrupolosamente tutti i suoi appunti, mantenendo solo una copia di tutto il suo lavoro, compresa la formula definitiva della cura e fece una cosa che non ti saresti mai aspettata da un uomo così schivo: se ne andò dalla città dove lavorava, cercò un albergo in una città sconosciuta ed inviò un video messaggio su Internet, segnalando il video alle redazioni dei più grandi giornali e telegiornali del mondo.

Il video recitava più o meno così:

“Salve a tutti, sono Leonard McCoy. Sono un dottore, un ricercatore, e negli ultimi anni ho lavorato ad una cura per il cancro. Be’, l’ho trovata. La cura esiste ed è qui (mostrando una chiavetta USB). Questa è l’unica copia di tutti gli appunti e della formula finale. E’ in mano mia perché dubito che ne avreste mai sentito parlare, altrimenti. Ci sono troppi interessi in gioco, quelli delle aziende farmaceutiche, certo, ma non solo… Pensate a come cambierebbe il mondo, se l’umanità fosse libera da tale fardello…”

“La cura sarà disponibile, per tutti, liberamente. In cambio, voglio un riscatto. Qualcosa che nessuno ha mai osato chiedere prima. In cambio della cura, domando che venga abolito il sistema monetario in tutto il mondo. Basta soldi, le persone devono fare un lavoro perché gli piace farlo, oppure per senso del dovere o, ancora, per dare un senso alla propria vita. Ognuno di noi è alla ricerca del suo posto nel mondo e questa ricerca non può e non deve essere influenzata dalla ricerca continua e dispierata del denaro. Gli agricoltori devono fare il loro lavoro perché amano lavorare la terra, veder crescere la natura in grado di sfamarci. Gli operai devono fare il loro lavoro perché gli piace costruire, creare qualcosa, per gli altri. I sarti devono amare il confezionare vestiti. I ricercatori, la ricerca.”

“Il pensiero di un mondo senza soldi vi potrà atterrire, ma non abbiate paura, non c’è nulla da temere. Chi pensa che ci saranno milioni di disoccupati sbaglia: non ci saranno più disoccupati, perché ognuno potrà fare quello che desidera, quello per cui è più adatto. Le industrie lavoreranno meno, ma meglio. Non dovranno più costruire oggetti studiati apposta per rompersi, garantendo il ricambio e quindi gli affari: potranno sfornare prodotti più duraturi, solidi, meno inquinanti. Nei tempi morti, i lavoratori potranno stare con le loro famiglie, arricchirsi culturalmente e spiritualmente.”

“Avete 48 ore per pensarci su. Dormiteci sopra, il sonno porta consiglio.”

Il giorno dopo i media commentavano l’“ultimatum di un pazzo” che diceva di aver scoperto la cura per il cancro. L’uomo era stato assicurato alla giustizia e sarebbe stato incriminato per terrorismo.

In realtà il Dottor McCoy era ancora nella sua stanza d’albergo. Era steso a terra in una pozza di sangue. Tre proiettili ad alta velocità lo avevano attraversato da parte a parte, sparati da un cecchino posizionato nel palazzo di fronte. Qualche ora più tardi una squadra addetta alle pulizie arrivava nella stanza per far sparire tutte le tracce.

Tutto doveva continuare ad andare com’era sempre andato.

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