Cos’è un’immagine HDR?

Attenzione! Questa pagina è dedicata all’utilizzo di personale civile non qualificato e, pertanto, non contiene:

  • Equazioni
  • Formule
  • Termini astrusi
  • La parola logaritmico

Se siete ingegneri, fisici o matematici, temo che rimarrete molto delusi e faticherete a seguire la spiegazione. Ci sono documenti che spiegano tutta la parte tecnica, basta cercarli con un qualsiasi motore di ricerca.

Questa spiegazione è destinata a esseri umani e, in particolare, fotografi senza conoscenze di matematica, fisica, illuminotecnica o altro!

Prima di tutto HDRI significa High Dynamic Range Imaging e cioè creazione e gestione di immagini con un alto Dynamic Range.
Cos’è il Dynamic Range? È, in soldoni, la differenza di luminosità tra il punto più luminoso ed il meno luminoso in una scena.

Chiariamo subito le idee con un banale esempio: vi è mai capitato di voler scattare una foto ad una stanza illuminata da una bella finestra? Se vi è capitato, sarete rimasti male per uno di questi due motivi:

  • La stanza è esposta correttamente, ma il bel panorama che si vede dalla finestra è stato cancellato da una pozza di bianco: la finestra è sovraesposta
  • La stanza è molto scura o totalmente buia, sottoesposta, però il panorama fuori dalla finestra è esposto correttamente

Eppure guardando la scena ad occhio nudo potete distinguere sia la stanza che il panorama contemporaneamente!

Questo accade perché le macchine fotografiche digitali e le pellicole sono in grado di catturare un Dynamic Range molto inferiore rispetto a quello che è in grado di coprire l’occhio umano.L’HDRI serve a creare delle immagini che siano il più possibile vicine al reale quantitativo di luminosità presente in una determinata scena. L’applicazione pratica alla fotografia prevede le seguenti operazioni:

  1. Montare la macchina su un bel cavalletto solido
  2. Impostare un’apertura adatta a catturare la scena
  3. Misurare l’esposizione (l’ideale sarebbe un esposimetro spot, ma è possibile farlo anche usando una focale lunga e puntando la macchina) nel punto più luminoso e in quello più in ombra della scena; segnandosi i tempi per l’apertura scelta
  4. Iniziare a scattare dall’esposizione minore (quella del punto più luminoso) a quella maggiore (quella del punto meno luminoso) ad intervalli di uno o due stop. Ad esempio, se l’esposizione del punto più luminoso è di 1/1000 andrete a 1/1000, poi 1/250, poi 1/60, poi 1/15 e via di seguito fino ad arrivare all’esposizione corretta per il punto meno luminoso.
  5. Importare le immagini in un tool per la creazione di HDRI.
  6. Esportare per la stampa (consigliato) oppure esportare per la visualizzazione a video (via Tone Mapping)

Per chiarire le idee, cosa c’è di meglio di qualche immagine? Su luminous-landscape.com c’è un bel tutorial sull’HDR: guardate solo le immagini!, basteranno per chiarire il tutto. Per approfondire l’argomento potete leggere la pagina di Wikipedia sull’HDR (se masticate l’inglese, quella in inglese è un po’ più polposa) oppure questa interessante FAQ (in inglese, sempre).

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